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Notiziario della Sardegna

Briatore e Farinetti incontrano i pastori: “Più pecorino sardo nella catena Eataly”

SardiniaPost - 1 ora 6 min fa

“Avete un formaggio strepitoso ora si tratta di produrne molto di più, io mi impegno a commercializzarlo e a servirlo nei nostri ristoranti”. Il patron di Eataly, Oscar Farinetti, ha appena finito di mangiare nell’hotel su Lithu di Bitti, dove insieme a Flavio Briatore – che da anni dà una mano agli allevatori sardi per la promozione del pecorino – ha partecipato all’incontro con i 14 pastori che con la società Mama ‘e Oro hanno dato vita al marchio “Bithi di Barbagia”: cinque delle loro varietà di pecorino vengono vendute da due anni dalla catena Eataly.

Un appuntamento importante quello con Farinetti e Briatore: arriva infatti nel pieno della trattativa sulla filiera lattiero-caseria della Sardegna dopo un accordo faticosamente raggiunto a Sassari sul prezzo del latte fissato a 74 centesimi al litro rispetto ai 60 cent pagati ad inizio stagione. Una vertenza aspra, che ha visto i pastori disfarsi di migliaia di litri di prodotto sversato sulle strade dell’Isola per rivendicare un prezzo dignitoso.

“L’obiettivo che ci siamo dati oggi è quello di aumentare le quantità di pecorino sardo che possiamo distribuire attraverso Eataly – spiega all’Ansa Farinetti – I pastori però si devono organizzare con la trasformazione per uscire dalla crisi. Da anni ormai commercializziamo il marchio di questa azienda, ma i 14 allevatori trasformano in pecorino Bithi solo il 10 per cento del latte munto, il 90 viene conferito ai caseifici che pagano troppo poco. Bisogna arrivare in due o tre anni a trasformarne direttamente il 100 per cento, e così venderemo quel formaggio con Eataly e nel mondo”.

Il patron del marchio dell’eccellenza enogastronomica italiana serve già nelle sue tavole il pecorino “Bithi di Barbagia”, ma è la prima volta che visita il paese barbaricino sollecitato da Briatore. “Flavio mi ha pregato di venire qui per trovare nuove strade al pecorino insieme ai suoi amici pastori – racconta Farinetti – In Italia si producono tantissimi formaggi, si tratta di dare un pò più di spazio ai formaggi sardi che meritano davvero”.

Anche Briatore è soddisfatto del percorso fatto finora. “I pastori hanno fatto bene a protestare, salvo le degenerazioni che non appartengono a questa categoria – sottolinea l’imprenditore – ma ora bisogna rimboccarsi le maniche: nei prossimi due o tre anni questi 14 pastori devono trasformare tutto il latte prodotto e, se lo faranno, arriveranno a vendere circa 1.500 quintali di pecorino. La loro situazione economica cambierà e il prodotto avrà maggiori opportunità di farsi conoscere. Il mio auspicio è che siano di esempio per gli altri colleghi”.

La giornata sarda di Farinetti e Briatore è proseguita con la musica dei tenores di Bitti e con un siparietto del comico Benito Urgu, che proprio oggi ha postato su Facebook un messaggio di incoraggiamento agli allevatori sardi. Se Briatore è di casa in Sardegna, per Farinetti è stata una prima full immersion nel cuore dell’isola, dove è stato conquistato dal cibo. “Ho assaggiato ottimi formaggi, un carciofo fritto da sogno, delle salsicce buonissime, una minestra di ceci strepitosa e infine la pompìa (un agrume la cui scorza viene caramellata e servita con miele, ndr), ottimo dolce locale – conferma entusiasta – Prodotti di grande valore che vale la pena scoprire ed esportare in tutta Italia”.

(Ansa)

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Regionali, caos seggi alle battute finali: proclamazione degli eletti in settimana

SardiniaPost - 1 ora 20 min fa

Le Regionali sarde avranno finalmente un vincitore ufficiale: in settimana, al più tardi lunedì, la Corte d’appello di Cagliari proclamerà gli eletti, a cominciare da Christian Solinas, presidente in pectore da lunedì 25 febbraio, ma ancora lontano dal Palazzo per via del caos seggi. Ovvero, lo scrutinio che in alcune sezioni non è stato nemmeno concluso ritardando il riconteggio delle schede nei tribunali territoriali di competenza, cui spetta per legge verificare la correttezza dei verbali elettorali.

La conferma sulla proclamazione ormai vicina dei nuovi onorevoli arriva dalla stessa Corte d’Appello, contattata dall’Ansa. Già domani – 20 marzo – l’Ufficio elettorale dovrebbe chiudere la verifica dei voti, a partire dalla quale saranno individuati i 60 consiglieri regionali della XVI legislatura, compreso Solinas. Vuol dire che da giovedì in poi ogni giorno sarà utile per formalizzare l’assegnazione dei seggi.

L’incertezza riguarda quattro posti in Aula, visto che gli altri 56 sono pressoché sicuri. La nuova maggioranza di centrodestra sarà formata da trentasei consiglieri; l’opposizione ne conterà invece ventiquattro, divisi tra i diciotto del polo civico-politico di centrosinistra e i sei targati M5s.

Pd Lega saranno i gruppi più numerosi, con otto seggi per parte. Il Psd’Az ne avrà sette, sei gli M5s. Forza Italia dovrebbe scendere a cinque, mentre i Riformatori pare salgano a quota quattro. Tre consiglieri a testa per Fratelli d’Italia, Sardegna 20venti e Udc. Due gli eletti di Leu, Campo Progressista, Noi la Sardegna e Futuro comune. Uno a ciascuno per Sardegna Civica, Fortza ParisSardegna in Comune. Con Solinas e Massimo Zedda si arriva a 60.

Se la proclamazione degli eletti dovesse arrivare giovedì 21 marzo, sarebbe comunque a venticinque giorni dal voto del 24 febbraio. Nel 2014, quando c’erano stati ugualmente problemi per via della legge elettorale applicata allora per la prima volta, il ritardo fu inferiore. Cinque anni fa, dopo un mese dalle elezioni aveva fatto in tempo a insediarsi anche la Giunta. Stavolta, invece, è ancora tutto da fare, perché senza le percentuali esatte del consenso non si possono conoscere gli equilibri politici all’interno del centrodestra, da cui dipende l’assegnazione dei dodici assessorati. Resta poi il nodo dei ricorsi: è molto probabile che nelle prossime settimane il Tribunale amministrativo regionale abbia molto da lavorare. (al. car.)

 

 

 

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Sanità, il manager Aou va in Toscana: aperti i giochi per nomina successore

SardiniaPost - 2 ore 38 min fa

Dopo due anni e mezzo da direttore generale, il manager Antonio D’Urso lascia la Aou di Sassari per dirigere l’Azienda sanitaria sud-est Toscana. D’Urso, 57 anni, siciliano, dal 21 marzo abbandonerà il suo incarico e per salutare tutto il personale dell’Azienda ospedaliero universitaria sassarese ha scelto di inviare una lettera aperta a tutti i dipendenti.

Per sostituirlo si apre una caccia alla poltrona che sarà risolta dalla nuova Giunta regionale, dopo l’insediamento. Fra i nomi più gettonati c’è quello dell’attuale direttore della clinica Ortopedica dell’Aou, Carlo Doria, che nei giorni scorsi è stato visto con il consigliere regionale di Fi, Antonello Peru, in predicato di diventare presidente del Consiglio regionale, e proprio il dg uscente, Antonio D’Urso.

“Gli anni trascorsi a Sassari sono stati impegnativi, caratterizzati dalla definizione dell’assetto aziendale reso problematico dalle caratteristiche storiche dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari e dalla incorporazione dell’ospedale Santissima Annunziata”, scrive Antonio D’Urso nella lettera di commiato inviata a tutto il personale dell’Aou.

“Ci sono stati dei momenti difficili. Mi riferisco, a esempio, alle criticità nei processi di fornitura di beni e di servizi, assicurate come è noto negli anni da proroghe di fatto, alle carenze soprattutto di personale amministrativo, alle problematiche conseguenti alle condizioni logistiche e strutturali degli immobili ospedalieri”, continua il direttore generale, che poi fa un lungo elenco degli obiettivi raggiunti sotto la sua guida: dall’approvazione del primo atto aziendale della Aou, alla creazione dei dipartimenti tra cui quello delle Professioni sanitarie; dalla certificazione dei fondi contrattuali, alla definizione del processo di liquidazione ai diversi operatori economici di fatture non pagate per 71 milioni di euro di forniture rese, fino alla stabilizzazione del personale precario.

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Arrestati due rapinatori entrati in azione a Sorso e Valledoria

La Nuova Sardegna - 2 ore 45 min fa

Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Porto Torres consentono la cattura dei malviventi

“Stop alla plastica nelle spiagge sarde”: lettera aperta al neo presidente Solinas

SardiniaPost - 3 ore 50 sec fa

La Puglia, prima regione in Italia, ha già deciso: dalla prossima estate niente più plastica monouso negli stabilimenti balneari di tutte le sue spiagge. E lo ha fatto in anticipo di due anni sull’entrata in vigore della direttiva comunitaria che lo impone dal 2021. E c’è chi, sulla stessa scia, chiede che anche la Sardegna segua l’esempio. È la fondazione Medsea che con una lettera aperta indirizzata al neo presidente della Regione, Christian Solinas, intende dire “basta alla plastica in spiaggia”.

Come sottolinea la fondazione, che si occupa di promuovere azioni e progetti finalizzati a ridurre gli impatti che causano la perdita del patrimonio naturale e culturale, “i rifiuti che inquinano mare e spiagge sono soprattutto di plastica e monouso: sacchetti, bottiglie, flaconi, palloncini. Le microplastiche, particelle inferiori ai 5 millimetri prodotte dalla frammentazione degli oggetti, sono considerate una delle sei emergenze mondiali dell’ambiente”.

“Proteggere le coste e i mari sardi dalle aggressioni della plastica non è un mantra degli ambientalisti – sottolineano i responsabili della fondazione Medsea -: anche la commissione Ambiente del Parlamento europeo si è espressa con una direttiva che indica il 2021 come data a partire dalla quale sarà vietata nelle aree prossime al mare la vendita e diffusione di materiali non compostabili”.
In Italia il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, intende recepire la decisione del parlamento di Bruxelles nel decreto ‘Salva-Mare’.

Qualche Comune, anche in Sardegna, si sta già mobilitando sul tema delle plstiche inquinanti, pochi giorni fa il Comune di Stintino ha lanciato la campagna ‘plastic free’ che riguarda proprio le spiagge, in particolare La Pelosa. (mar. pi.)

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“Sporcizia nelle aule e in palestra”, allarme alle elementari di Tempio

SardiniaPost - 3 ore 56 sec fa

La scarsa igiene in diverse classi e nella palestra comune frequentata da un centinaio di alunni delle prime classi della scuola primaria di Tempio è stata segnalata alla direzione dell’istituto comprensivo tempiese. Le rappresentanti dei genitori di diverse classi delle scuole elementari del “vecchio Caseggiato”, la storica scuola elementare cittadina, hanno inviato una allarmante lettera al dirigente scolastico facendo presente che, in seguito “alle varie segnalazioni pervenute da genitori, professionisti esterni e addetti ai seggi nella recente consultazione elettorale, risulta evidente la scarsa igiene della aule e dei corridoi, in particolar modo è stata rilevata una eccessiva presenza di polvere e la scarsa pulizia nella sala adibita a palestra, oltre che in tutte le classi – si legge nella lettera -. A questo proposito segnaliamo alcuni episodi accaduti durante le recenti consultazioni elettorali, quando due componenti di seggio hanno accusato malori è sono stati costretti, su disposizione medica, a far uso di antistaminici perché allergici ad acari e polveri”

E le rappresentati chiedono un immediato intervento. “Le nostre preoccupazioni – scrivono al dirigente scolastico – , siamo certi siano anche sue. Con la presente chiediamo una verifica formale dello stato igienico dell’intero istituto e del suo intervento per una celere risoluzione delle problematiche segnalate, al fine di tutelare al meglio la salute dei nostri bambini”.
Il problema sarà affrontato dalle prossime ore con la convocazione dei responsabili dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto, bandito a livello regionale. Il sovrapporsi di più incarichi e la ristretta tempistica di intervento in ogni istituto da parte delle addette alle pulizia sarebbe alla base del disservizio segnalato che ha creato la grave situazione igienico sanitaria nelle scuole che ospitano bimbi in tenera età, ponendoli a contatto con allergeni di ogni specie.

G.P.C.

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Dalla Sardegna alla Silicon Valley: l’Aspal finanzia nuove idee di impresa

SardiniaPost - 4 ore 4 min fa

Crescono le opportunità internazionali per i giovani laureati sardi. L’Aspal (Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro) nell’ambito del programma Best, finanzia cinque borse di studio per un’esperienza di sei mesi negli Stati Uniti, orientata a sviluppare capacità imprenditoriali e manageriali nei campi scientifici e tecnologici, da poter trasferire in idee innovative d’impresa da realizzare in Sardegna.

Il programma Best, promosso da Invitalia e dalla commissione Fulbright, si svolgerà nella Silicon Valley, secondo due percorsi: il primo consisterà nella frequenza di lezioni, workshop, seminari e bootcamp presso la Startup school della Fondazione Mind the bridge a San Francisco, California; il secondo, invece, riguarderà lo svolgimento di un tirocinio, elemento portante del programma attorno al quale verrà strutturata la formazione accademica e l’attività di networking. I tirocini si svolgeranno in aziende e organizzazioni che collaborano con Mind the Bridge, e permetteranno di conoscere da vicino il mondo lavorativo e professionale americano.

“È un’importante occasione di crescita per preparare i futuri leader del mondo imprenditoriale sardo – commenta il direttore generale dell’Aspal, Massimo Temussi -. Anche stavolta l’agenzia vuole scommettere sul talento e sulla formazione di altissimo livello all’estero, in settori strategici e in ambienti estremamente stimolanti per lo sviluppo di idee di successo. Dopo Talent Up, il programma Best rappresenta un’opportunità di riscatto per i nostri giovani che potranno misurarsi in ambienti competitivi, e immergersi in una dimensione internazionale per acquisire competenze e skill da poter applicare nel nostro tessuto produttivo una volta rientrati in Sardegna”.

“L’obiettivo finale – conclude Temussi -, è quello di stimolare e coltivare le capacità imprenditoriali nei settori più innovativi che avrebbero maggiori potenzialità di crescita nella nostra economia. È questo lo spirito che accompagna tutte le azioni di internazionalizzazione che l’Aspal sta portando avanti, perché vi sia un’apertura al mondo globale per cogliere tutti gli stimoli e le opportunità di sviluppo”.

Tra i requisiti richiesti per la partecipazione al bando, la cittadinanza italiana (per le borse finanziate dall’Aspal è necessario essere residenti in Sardegna da almeno 2 anni oppure essere stato residente in Sardegna almeno per 5 anni e non aver trasferito la propria residenza al di fuori della Sardegna da più di 2 anni), massimo 35 anni di età alla scadenza del concorso, laurea (triennale, magistrale, specialistica o vecchio ordinamento), oppure il dottorato di ricerca, anche in fase di conseguimento; buona conoscenza della lingua inglese comprovata dalla certificazione linguistica.

Il bando per aspiranti startupper assegnerà borse che prevedono la copertura delle tasse di iscrizione e frequenza, l’assicurazione medica, un programma di orientamento all’arrivo, uno stipendio mensile di circa tremila dollari per le spese di vitto, alloggio e trasporti, un rimborso forfettario di 1.500 euro per le spese di viaggio andata e ritorno dall’Italia agli Usa, e per l’ottenimento del visto di ingresso negli Stati Uniti.

ll programma avrà inizio a settembre 2019 e le domande potranno essere inviate entro il 31 marzo 2019. Tutte le informazioni sul bando e sulla presentazione delle domande sono disponibili nel sito della Commissione Fulbright.

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Rapine a Sorso e Valledoria, due arresti. Nel mirino un’anziana e un supermaket

SardiniaPost - 4 ore 34 min fa

In manette due rapinatori che un mese fa avevano messo a segno due colpi a Sorso e Valledoria. I carabinieri della Compagnia di Porto Torres hanno arrestato un 24enne di Valledoria, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto il responsabile di una rapina compiuta il 12 febbraio in un supermercato del paese. Il rapinatore era entrato nel market con il volto travisato e impugnando una pistola, fedele riproduzione di una semiautomatica, e minacciando la commessa si era fatto consegnare l’incasso di circa 1.000 euro. I militari sono riusciti a identificare il malvivente grazie alle descrizioni dei testimoni e alle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del supermercato.

Il secondo rapinatore arrestato è un 39enne di Sorso, che il 15 febbraio scorso, mentre era sottoposto a sorveglianza speciale in seguito a un provvedimento della magistratura, per precedenti reati, si era introdotto in una casa del paese in piena notte e minacciando con un martello l’anziana proprietaria dell’abitazione, si era fatto consegnare diversi gioielli d’oro che poi aveva rivenduto in alcuni negozi “Compro oro” della zona.

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Aggredisce madre, fratello e agenti: 45enne arrestato per maltrattamenti

SardiniaPost - 4 ore 53 min fa

Ha danneggiato i mobili e le porte di casa, tentato di aggredire il fratello e la madre e colpito con una gomitata un poliziotto. Un 45enne è stato arrestato dalla polizia per maltrattamenti in famiglia, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

L’episodio è avvenuto in una abitazione a Gonnesa. Al 113 è arrivata la richiesta d’aiuto del fratello del 45enne: dopo una furibonda lite si era barricato in una camera, mentre il fratello prendeva a calci la porta. Poco prima era stato aggredito perché aveva cercato di difendere la madre invalida. Quando gli agenti del Commissariato di Iglesias sono entrati in casa sono stati a loro volta aggrediti. Il 45enne ha sferrato una gomitata a un agente e alla fine è stato immobilizzato. I familiari hanno raccontato ai poliziotti che quella era solo l’ultima delle aggressioni subite. Per il 45enne si sono quindi aperte le porte del carcere.

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Lavoravano senza le autorizzazioni, sequestrate due officine a Monserrato

SardiniaPost - 4 ore 57 min fa

Due officine meccaniche abusive sono state sequestrate a Monserrato dalla Guardia di finanza e dai carabinieri, che hanno fatto anche scattare sanzioni per oltre 10mila euro.

I militari della Compagnia di Quartu e i baschi verdi della Compagnia di Cagliari hanno ispezionato le due attività scoprendo che il lavoro veniva svolto in maniera completamente abusiva, senza che i titolari avessero richiesto le necessarie autorizzazioni. Tutte le attrezzature utilizzate e le stesse officine sono state sequestrate e saranno confiscate. Accertamenti sono stati avviati anche sulle auto per verificarne la provenienza. Non solo. In una delle officine è stato trovato anche un lavoratore in nero e nei confronti del titolare è scattata una sanzione. Nella seconda officina, invece, è stato scoperto un allaccio abusivo alla rete elettrica e il proprietario è stato denunciato.

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Campo antibracconaggio della Lipu: rimosse oltre 1.100 trappole e reti

SardiniaPost - 5 ore 4 min fa

Oltre 1.100 trappole rimosse e alcuni volatili liberati. È positivo il bilancio dell’ultimo campo antibracconaggio organizzato dalla Lipu nel Sulcis e nel Sarrabus. Quindici volontari per due settimane hanno setacciato i boschi del cagliaritano alla ricerca di trappole da rimuovere – ne sono state scovate 1.119 – e reti da smontare. “Attrezzature usate soprattutto per catturare uccelli e farne oggetto di un commercio illegale rivolto a ristoranti e macellerie”, denuncia l’associazione.

Tutto il materiale rimosso è stato ora consegnato al Corpo forestale. La Lipu è stata anche impegnata nella campagna di sensibilizzazione Life Abc (Against bird crime, ossia contro i crimini verso gli uccelli selvatici) che ha coinvolto otto classi delle scuole del Sarrabus e dell’hinterland di Cagliari.

“Proseguiamo il nostro percorso di educazione e prevenzione del bracconaggio, che ancora resiste in quest’area d’Italia – spiega Gigliola Magliocco, responsabile del campo della Lipu in Sardegna – Il lavoro è molto complesso ma i risultati di questi anni sono tangibili e non possono che far sperare in un importante cambiamento: l’obiettivo è ridurre in modo drastico il bracconaggio, che danneggia la natura e degrada il tessuto sociale del territorio”.

Guarda il video della liberazione di un tordo

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Alunni lasciati al buio dalla supplente, “Ho chiesto subito le sue dimissioni”

SardiniaPost - 5 ore 53 min fa

“Davanti alle denunce dei genitori e all’intervento della polizia, ho dovuto agire in autotutela e chiedere le dimissioni dell’insegnante”. Vittorio Sanna, il dirigente scolastico della scuola media sassarese Enrico Costa ha spiegato alla Nuova Sardegna come si è comportato quando ha scoperto che una supplente, per punire gli alunni di una prima che non riusciva a gestire, li aveva lasciati al buio durante la ricreazione. Nelle aule si utilizza la lavagna interattiva multimediale e per vedere meglio la Lim spesso si abbassano le serrande. Ma durante la lezione, la supplente che per tre mesi avrebbe dovuto insegnare ‘Arte e immagine’, non sarebbe riuscita a farsi rispettare dal gruppo di undicenni. Per punizione ha così deciso di non farli uscire per la ricreazione e di lasciarli da soli in aula, al buio.

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Ci sono tante polemiche sull’utilizzo in classe dei telefonini, ma in questa circostanza sono serviti ai ragazzini per avvisare i genitori che hanno chiamato subito la polizia. “Io non ho assistito ai fatti, la scuola media si trova in un altro plesso rispetto all’edificio della direzione – spiega il preside -. Quando sono arrivato nella scuola media la polizia e i genitori erano già nell’istituto. Non potevo agire diversamente, al di là di come si siano svolti i fatti, l’insegnante è venuta meno a uno dei ruoli fondamentali di un docente, che è quello di vigilare sulla classe”. I genitori non si sono limitati a protestare, ma hanno formalizzato una denuncia nei confronti della supplente. “A questo punto la verifica di ciò che è successo sarà compito della Magistratura – aggiunge Vittorio Sanna – se riterrà che sussistano i presupposti per avviare un’inchiesta. Io nel mio ruolo ho messo in pratica gli atti che erano di mia competenza”.

Il dirigente scolastico ha voluto prendere immediati provvedimenti, considerato che le lamentele sull’operato della supplente erano cominciate prima di questo episodio, chiedendo alla donna di lasciare l’incarico che non è stata in grado di gestire. “La situazione è molto delicata. Ho chiesto all’insegnante di presentare le dimissioni – spiega il dirigente -. Dopo avere ricevuto le dimissioni, come prevedono le norme ministeriali, ho emesso un decreto di depennamento da tutte le graduatorie di terza fascia per il corrente anno scolastico”. Al suo posto è stato chiamato un altro supplente che ricoprirà l’incarico fino alla fine del mese.

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‘Maria Grazia Onorato’, ro-ro da record. ‘Green’ e la più grande del Mediterraneo

SardiniaPost - 5 ore 56 min fa

È stata presa in consegna ieri la ‘Maria Grazia Onorato’, la nave dei record costruita nei cantieri tedeschi di Flensburg e varata lo scorso agosto. Si tratta di un cargo ro-ro, un traghetto merci, il più green che andrà per mare e con la maggiore capacità di carico di tutto il Mediterraneo. Il ‘battesimo’ è previsto a maggio sulla rotta Genova-Livorno-Catania-Malta, “rispondendo così alla crescente domanda di trasporto di qualità da parte delle imprese”, si legge in una nota diffusa dal Gruppo Onorato.

La nuova nave è la gemella della ‘Alf Pollak’, “attualmente impegnata in un contratto di noleggio”. La ‘Maria Grazia Onorato’, lunga 4.076 metri lineari, può trasportare sino a 283 container. “È un concentrato di tecnologia avanzata: abbina infatti l’adozione di scrubber di ultima generazione (apparecchiature che consentono di abbattere il contenuto di CO2 dallo 3,5 allo 0,1 per cento) con un’eccezionale efficienza energetica garantita dai due motori Man”. La cui potenza viene modulata in base al carico trasportato. Gli scrubber, nello specifico, sono “prodotti dal market leader Langhtech”, mentre i sistemi di controllo della potenza risultano calibrati sull’Eedi, ovvero gli indici di efficienza energetica fissati dall’Imo, l’Organizzazione marittima internazionale.

La scelta della linea per inaugurare la ‘Maria Grazia Onorato’ non è casuale. “Sono sempre più numerose – è scritto ancora nella nota – le imprese che stanno utilizzando le navi del Gruppo sulla direttrice strategica delle autostrade del mare”, che va dall’Alto Tirreno alla Sicilia e arriva a Malta. E proprio agli autotrasportatori italiani “il Gruppo Onorato si è rivolto sin dal giorno in cui è stata varata la nuova nave ro-ro proponendo un codice di comportamento che sta positivamente distinguendo Moby e Tirrenia e generando un rapporto di collaborazione paritetico fra compagnia di navigazione e imprese di autotrasporto”.

La tecnologia avanzatissima è estesa alla progettazione interna, non solo ai parametri ambientali e alla capacità di carico. “La nuova nave ro-ro dispone di garage ad hoc, dotati di un sistema di rampe innovativo finalizzato a ottimizzare e rendere più veloci possibili le operazioni di sbarco e imbarco dei mezzi”. Catania sarà il porto base della ‘Maria Grazia Onorato’ e come “preciso obiettivo di marketing si punterà sul mercato dell’ortofrutta e sui traffici industriali da e per la Sicilia, dove il Gruppo ha registrato una crescita record aprendo le porte del trasporto via mare a tutte le piccole e medie imprese”.

In queste ore, per voce del suo Ceo, Achille Onorato, il Gruppo ha ribadito l’importanza del “codice di auto-condotta che si è dato impegnandosi pubblicamente con l’autotrasporto a una collaborazione dai contenuti molto pragmatici. Si ipotizza anche la definizione di fronti comuni con le istituzioni e le Autorità portuali, in tutte le occasioni in cui debbano essere risolte situazioni o affrontati disservizi che condizionano negativamente il lavoro degli autotrasportatori”.

L’annuncio sul ‘battesimo’ della ‘Maria Grazia Onorato’ arriva nel giorno in cui l’Antitrust, rispondendo a un parere chiesto dal ministero dei Trasporti, ha fatto sapere che non può essere presa in considerazione la proposta di proroga della convenzione tra lo Stato e la Tirrenia per i collegamenti con la Sardegna. E questo per evitare che venga falsata la libera concorrenza. Non ci sarà, dunque, lo slittamento della scadenza, prevista a luglio 2020. Tuttavia, dal Gruppo Onorato fanno sapere che il percorso di fusione tra Tirrenia Cin e Moby va avanti, riporta l’Ansa, anche se non dovesse proseguire la convenzione con lo Stato. La proroga ipotizzata era di due-tre anni, fino al 2022-2023. Ma si trattava appunto di un’opzione, non di una condizione a cui si legava la fusione delle due compagnie.

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Cagliari, raffica di finte multe sulle auto. L’arte di Manu Invisible colpisce ancora

SardiniaPost - 6 ore 16 min fa

Ha le sembianze di una “multa” ma sul retro compare l’invito ad una mostra. Il volantino è comparso sul parabrezza di diversi automobilisti di Cagliari. La trovata originale, che ha provocato sulle prime irritazione ma poi un sospiro di sollievo e un sorriso, è di Manu Invisible. Dal suo studio di Milano e dalle strade di mezza Europa, lo street artist torna in Sardegna per esporre alla Galleria The AB Factory, nel capoluogo.

La personale si intitola “Nottefonda” e sarà allestita dal 23 marzo all’1 giugno nei locali di via Alagon. Cinquanta opere inedite in cui l’artista mascherato rivisita, in chiave street art, la tecnica dell’affresco appresa a Firenze in due intensi anni di studio. Quando è all’opera Manu Invisible indossa solo una tuta nera con tracce evidenti di pittura di diversi colori e una maschera nero lucido dalle forme taglienti, ispirata alla geometria e alla notte. Lungo il percorso espositivo di ‘Nottefonda’ si possono ammirare oltre agli “affreschi” messi dentro cornici anche opere a smalto, acrilico e spray su materiali di recupero. La mostra è un tributo a Cagliari, la città che lo ha accolto, come artista, sin dai suoi primi graffiti. “È l’essenza della street art di Manu Invisible, la sua visione dell’arte che va oltre il muro – spiega Andrea Concas, fondatore della Galleria AB Factory – Un esempio di arte collettiva, partecipata, sostenibile. I suoi ‘strappi di affresco’ possono essere esposti ovunque, le sue ‘parole’ raccontate in ogni dove, restano scolpite nella memoria, poggiate sulle pareti di una casa, un museo, un negozio, un bar. Protette da un guscio, da una tecnica antica, da colori permanenti, da terre e impasti. Indelebili”.

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Accusato di combattere contro l’Isis, ora è sorvegliato per la guerra del latte

SardiniaPost - 6 ore 52 min fa

Non più motivi di terrorismo internazionale, ma la partecipazione alla protesta dei pastori sardi. È cambiata la ragione della richiesta di sorveglianza speciale sollecitata dal questore di Nuoro nei confronti di Pierluigi Caria, noto come Luiseddu, 34 anni nuorese, accusato di aver combattuto in Siria come foreign fighter al fianco dei curdi contro i miliziani dell’Isis.

A Cagliari, davanti al collegio presieduto dal giudice Giovanni Massidda, il delegato del questore – stando a quanto riferito al termine dell’udienza a porte chiuse dal difensore di Caria, Gianfranco Sollai – avrebbe evidenziato esigenze non di ‘pericolosità sociale’ ma di natura ‘pubblica’ a sostegno della misura speciale chiesta per il figlio del fondatore di Sardigna Natzione. “Dopo la sentenza della Corte europea del novembre 2018 che ha declassato il Pkk, cancellandolo dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche, ora – ha spiegato Sollai – accusano Luiseddu di aver imbrattato un muro con la scritta ‘Sotzialismo e Indipendenzia’, distribuito volantini e partecipato, il 13 febbraio scorso, al blocco stradale dei pastori a Lula, dove sarebbe stato denunciato assieme ad altre 20 manifestanti. C’erano tremila persone quel giorno, comprese scolaresche, abbiamo quindi chiesto l’acquisizione dei filmati televisivi”.

L’udienza è stata aggiornata al 18 aprile prossimo. Caria era presente ma non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Nemmeno quando i giornalisti gli hanno chiesto se avesse conosciuto Lorenzo Orsetti, il fiorentino ucciso dall’Isis in Siria che, come il sardo, operava con le Yjp, le Unità di protezione del popolo. A sostegno di Caria, questa mattina la Rete Kurdistan-Sardegna ha organizzato un presidio di solidarietà davanti al Palazzo di giustizia. Il 34enne era stato indagato lo scorso anno dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari perché sospettato di combattere in Siria contro gli jihadisti al fianco del Pkk. Era stato poi fermato a settembre e privato del passaporto perché, secondo la Dda, stava per ripartire per la Siria dove si sarebbe riunito alle formazioni anti-Isis.

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Cagliari, gli alleati Pd forzano i tempi: “Candidato sindaco solo con primarie”

SardiniaPost - 7 ore 46 min fa

L’accelerata è arrivata nel giro di una notte: a Cagliari una parte del centrosinistra si è svegliata dando l’impressione di volere a tutti i costi le primarie per scegliere il candidato sindaco delle Comunali 2019. E quella che sino a ieri sembrava solo un’ipotesi, adesso pare una certezza. Per domani è convocato un vertice di coalizione che, dai toni in cui viene presentato sui social, deve ridursi alla ratifica di una decisione ormai presa. Ma non in un tavolo ufficiale.

Alle 9 di questa mattina su Facebook è stata anche formalizzata una candidatura: alle primarie correrà Francesca Ghirra, assessora uscente all’Urbanistica, il cui nome circolava da giorni. La Ghirra – 40 anni, funzionaria regionale in aspettativa – non solo ha sciolto le riserve sulla propria corsa (“Ho deciso di accettare la sfida”), ma ha anche fissato per giovedì, alle 18, la presentazione del proprio progetto agli elettori. A tempo record la Ghirra ha incassato pure un endorsement da parte di Thomas Castangia, coordinatore regionale di Possibile, il movimento dei civatiani che fa parte del cartello ‘Sardegna in Comune’.

In questo quadro, la lettura delle alleanze restituisce un dato: la Ghirra, ex Sel confluita nel Campo Progressista, potrebbe diventare la unica non Pd delle primarie. Non fosse altro che tutti gli altri nomi dei papabili sono espressione del Partito democratico. A cominciare da Piero Comandini, renziano, il dem più votato alle Regionali di febbraio. Alle primarie potrebbero partecipare anche due consiglieri comunali uscenti, Matteo Lecis Cocco Ortu e Rita Polo: l’uno di area Orlando, l’altra legata a Cagliari al gruppo di Marco Espa. Ma nel loro caso si tratta di ipotesi di candidature, ancora non confermate.

Domani nel vertice del centrosinistra si capiranno gli umori. La sensazione è che nella coalizione ci sia una fuga in avanti da parte delle forze non Pd. Vero che le primarie le ha inventate il Partito democratico, ma non come metodo a tutti i costi. Né il più opportuno in qualunque circostanza. E se si guardano i risultati delle Regionali di febbraio, col Pd che si è confermato la prima forza politica della Sardegna al 13 per cento, viene difficile pensare che i dem subiscano i diktat altrui. Di più: le sette liste alleate del Pd hanno preso tutte insieme solo tre punti in più.

Dalla partita per la scelta del candidato sindaco si sta tenendo volutamente lontano Massimo Zedda, il primo cittadino che sta facendo tornare Cagliari alle urne per onorare quel 33 per cento di consenso raccolto a febbraio, quando ha sfidato Christian Solinas e il centrodestra sul governo della Sardegna. Zedda è di Campo progressista come la Ghirra, ma dopo essersi assunto l’onore del voto anticipato, ha deciso di lasciare alla coalizione ogni altra decisione sui futuri assetti politici. (al. car.)

 

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Ultima chiamata per i silos del porto. “Rilancio o costretti alla demolizione”

SardiniaPost - 7 ore 56 min fa

Il fronte mare di Cagliari potrebbe presto cambiare volto. L’Autorità portuale attende i progetti che cambieranno il destino dei silos sul molo Rinascita, un tempo utilizzati per stoccare il grano e ora vuoti. La preoccupazione principale è quella di scongiurarne la demolizione. Per questo l’Authority ha pubblicato un avviso, nei dettagli si tratta di una manifestazione d’interesse, per affidare la struttura in concessione e attirare investitori in grado di proporre progetti per il rilancio dei giganteschi spazi vista mare.

In passato si era ipotizzata la riconversione in un albergo di lusso ma a dodici giorni dalla scadenza dell’avviso, prevista per il 31 marzo, non si fa riferimento a questa opzione lasciando campo libero alle idee. Che non arrivano. “Siamo purtroppo giunti ad un bivio – spiega Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna –. Da qui l’esigenza di ricorrere ad un estremo appello pubblico attraverso i media, affinché qualche eventuale operatore interessato possa presentare una manifestazione formale per l’assentimento in concessione e successiva riconversione dei silos. Nonostante si tratti di un notevole investimento – prosegue Deiana -, è evidente che una struttura del genere, soprattutto per le dimensioni e la posizione strategica nel cuore del porto e del waterfront della città, rivesta comunque un innegabile appeal per chi ha interesse ad investire in attività rivolte al settore del mare o del turismo. Il mio auspicio è che, entro fine mese, possa pervenire qualche richiesta concreta che scongiuri l’imminente, ma oramai necessaria, demolizione del compendio, che non ci possiamo permettere di mantenere nelle condizioni in cui si trova”.

Intanto il porto di Cagliari si appresta a ospitare un nuovo spazio per la nautica da diporto e per gli sport sull’acqua. Ma anche un’area per lo svago tra le passeggiate di Sant’Elia e di Su Siccu, presto collegate da un ponte pedonale e ciclabile che attraverserà il canale San Bartolomeo. A quattro anni dalla sentenza del Tar,  che ha annullato la gara bandita nel 2013, e dopo una serie di interventi sulle strutture esistenti e di rilevazione delle profondità dei fondali, è stata avviata una nuova procedura per l’affidamento in concessione della Banchina Est di San Bartolomeo. Si tratta di un’area pari a oltre 5 mila metri quadrati di spazi scoperti e 4 mila a mare. La scadenza per la presentazione delle offerte è prevista per il prossimo 5 aprile alle 12.

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Notte da incubo in un bar a Villamar, 51enne sequestrato per 2 ore e rapinato

SardiniaPost - 9 ore 11 min fa

Notte da incubo per il titolare di un bar in via d’Itria a Villamar, rapinato e sequestrato per due ore. Tre malviventi lo hanno obbligato a rimanere nel locale, mentre loro scassinavano le slot machine.

I banditi sono entrati in azione alle 2,30. Erano in tre avevano i volti coperti, a quanto pare non erano armati. Hanno sorpreso il proprietario, un 51enne, mentre faceva le pulizie, lo hanno minacciato dicendogli di rimanere immobile e non urlare. Uno loro lo controllava, mentre gli altri due si sono messi al lavoro sulle slot machine. Hanno impiegato quasi due ore per scassinare le macchinette e prelevare il denaro. Ma non si sono accontentati. Hanno preso anche tutti i soldi contenuti nella cassa, circa 700 euro, poi sono fuggiti. A quel punto il titolare ha recuperato il telefono, che i malviventi gli avevano portato via e ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i carabinieri del Radiomobile e della Compagnia di Sanluri, ma i banditi erano già riusciti a far perdere le tracce.

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Ruba l’auto ai barracelli e li aggredisce: movimentato arresto ieri a Villacidro

SardiniaPost - 9 ore 53 min fa

Movimentano arresto nelle campagna di Villacidro ieri sera. Roberto Orrù, disoccupato di 35 anni, ha creato problemi ai barracelli, al padre e ai carabinieri prima di essere immobilizzato, calmato e arrestato con le accuse di rapina, lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Tutto è iniziato in località Sodd’e Pani verso le 19 quando l’uomo, in stato di alterazione, ha avuto una discussione con una pattuglia di barracelli, Orrù ne ha aggredito uno spintonandolo, è salito a bordo della loro auto di servizio ed è scappato.

Poco dopo i due barracelli lo hanno raggiunto a casa e li ha accolti in malo modo. Con una spranga di ferro ne ha colpito uno al braccio provocando lesioni per dieci giorni di cura ma con una sospetta frattura. A quel punto, Orru è salito sulla sua auto ed è scappato nuovamente. Nel frattempo sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile assieme ai colleghi della stazione di Montevecchio che si sono messi sulle sue tracce.

Hanno rintracciato il 35enne, era tornato vicino a casa sua e stava lanciando oggetti contro il padre. Quando ha visto i carabinieri li ha aggrediti, ma sono riusciti a immobilizzarlo e attendere l’intervento della guardia medica per calmarlo, solo a quel punto Roberto Orrù è stato portato al carcere di Uta su indicazione del pm di turno.

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Sassari, insegnante punisce gli alunni irrequieti chiudendoli in classe al buio

La Nuova Sardegna - 11 ore 26 min fa

All'Istituto comprensivo di Monte Rosello i ragazzi hanno chiamato i genitori: la docente invitata a dimettersi

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